Intervista a Simone sul Fitness

Fight Fitness e Aerobic Fight

“Il corpo, se lo si tratta bene, può durare tutta la vita.”

Non c’è che dire, da alcuni anni è scoppiata una vera e propria moda. E sono nate moltissime discipline che hanno in comune il connubio tra due elementi ricchi di fascino: le arti marziali e l’aerobica. A cosa è dovuto tanto successo? E poi, cosa sono e come funzionano queste discipline?

Innanzitutto consentono di allenarsi, tenersi in forma e scaricare lo stress. Con un notevole vantaggio grazie al lavoro aerobico che coinvolge tutta la muscolatura. E’ una forma di lavoro fisico molto utile per chi ha problemi di sovrappeso, infatti rassoda, tonifica e aiuta a combattere la cellulite. Fa bene al fisico ma anche al sistema nervoso, permette di scaricare lo stress accumulato e le energie negative.

Queste discipline dagli svariati nomi (Fit Boxe, Aero Kombat, Fight Fitness, Aerobic Fight TBK, Aero Boxe, Cardio Combat, …) coniugano attività aerobica e arti marziali; vengono sferrate calci, pugni e ginocchiate a tempo di musica seguendo una vera e propria coreografia, con la lezione che si modella rappresentando un mix ideale: esplosiva, divertente, addirittura liberatoria.

Chiediamo alcune informazioni a Simone Genocchio, istruttore di Fight Fitness e di Aerobic Fight, oltreché insegnante professionista di karate, cintura nera quinto dan.

Quando sono nate le prime discipline aerobiche? La nascita del lavoro aerobico risale agli anni 50 quando un medico della Nasa studiò esercizi da eseguire sul posto che stimolassero l’apparato cardio-respiratorio, ma l’abbinamento della musica avvenne solo nel 1970. Nel Nord America diventa una vera e propria mania grazie alla famosa attrice Jane Fonda che adottò e promulgò la ginnastica aerobica come un vero e proprio stile di vita. Anche in Europa negli anni 70 la pratica dello sport viene rivalutata come cura contro la sedentarietà e lo sport inizia ad essere abbinato al concetto di divertimento e di pratica di gruppo. In Italia l’aerobica approda nei primi anni ottanta, praticata al fine di recuperare o mantenere la propria forma fisica.

Come ti spieghi il boom della “aerobica da combattimento”? Anche queste discipline arrivano dagli Stati Uniti negli anni 90 e subito si ritagliano uno spazio considerevole all’interno del mondo del fitness perché, oltre al lavoro aerobico con tutti suoi i vantaggi in termini di wellness  abbinano tecniche da combattimento che rappresentano un importante valore aggiunto per i praticanti, sia come base di difesa personale (in ogni lezione infatti si tirano centinaia di pugni e di calci con istruttori che ne regolano le traiettorie) sia per scaricare tensione accumulata da una giornata di studio o di lavoro (immaginando magari il datore di lavoro con la faccia da sacco di boxe, oppure di riempire di calci e pugni il marito  rompiscatole: è una vera liberazione!).

Hai parlato di wellness: quali vantaggi portano la pratica di queste discipline? L’allenamento a regime aerobico, cioè con consumo di ossigeno per la produzione di energia, comporta molti vantaggi a livello cardiovascolare, a livello respiratorio e muscolare; va eseguito ad intensità medio-bassa per un periodo prolungato, almeno 20 minuti, dopo i quali si iniziano a bruciare i grassi. Se lo sforzo è massimale e di breve durata, invece, si parla di lavoro anaerobico, dove si bruciano solo zuccheri e non grassi. Oltre agli aspetti positivi elencati, è importante segnalare che il miglioramento della mobilità articolare, la tonificazione ed il lavoro cardio-respiratorio sono fondamentali per prevenire moltissime malattie, mentre il divertimento di gruppo, la socializzazione ed un conseguente stile di vita più sano combattono efficacemente la depressione, l’ansia e gli sbalzi d’umore, a qualsiasi età.

Com’è strutturata una lezione tipo? Le sessioni consistono in un primo momento di warm-up (riscaldamento), per attivare il corpo raggiungendo gradualmente il regime aerobico e per entrare mentalmente nella lezione, in modo di godere appieno dei benefici che apporta; segue il work-out vero e proprio, che di volta in volta cambia a discrezione dell’insegnante ma che sempre comprende la successione di varie tecniche di pugno e di calcio, eseguite con intensità variabile a seconda dell’età e dell’obiettivo personale; la terza fase è più rilassante ed è riservata allo stretching, per allungare  e distendere dolcemente i muscoli; poi si passa alla tonificazione, di solito destinata a glutei, addominali e gambe ma senza tralasciare il resto dei distretti muscolari.

C’è anche una parte dedicata al rilassamento? Il cool-down è una parte di lezione cui è impossibile rinunciare, sia per l’importanza che riveste sia per le richieste della classe! Gli ultimi minuti sono sempre di dedicati al rilassamento del corpo e della mente, con musiche ad hoc che favoriscono la calma e rigenerano energia positiva. Le tecniche di rilassamento aiutano, perché con esse ci si riappropria del corpo imparando ad amarlo, ascoltarlo e rispettarlo, si impara a regolare il respiro ed a rilassare i muscoli, rilassando di conseguenza anche la mente, diminuendo quindi la tensione interna e l’emotività.

Quindi sono lezioni molto strutturate e non una semplice moda americana… Queste discipline non sono solo giocose e coinvolgenti, ma consentono di scaricare in maniera positiva l’aggressività accumulata nella vita di tutti i giorni, in un mix di benessere e piacere che ci permette di essere in forma imparando, perché no, a difendersi.  

© Karate Genocchio