Il Maestro

M° FRANCO GENOCCHIO

Maestro Benemerito Fijlkam

Allenatore della Nazionale Italiana Master

Membro del Consiglio Federale “Fijlkam Lombardia”

Cintura Nera 6°dan, Stella di Bronzo CONI

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Intervista al Maestro Franco dai video-makers di Borman Tv Tube… clicca sotto!

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93Il M° con il pluri Campione d’Europa e del Mondo di kata Luca Valdesi

071020istanbul 110Campionato del Mondo cadetti-junior 2007 (Istanbul)

1La Nazionale Italiana Fijlkam alla Coppa del Bosforo (Turchia 2006)

Alessandro e Alessio promossi al grado di cintura Nera 5° Dan! Complimenti a loro e complimenti al Maestro Franco, convocato come membro della Commissione Nazionale che ha valutato i candidati di tutta Italia per l'unica sessione di esami del 2014Membro della Commissione Nazionale per gli esami di 4° e 5° dan (Roma, dicembre 2014)


Il Maestro Franco si racconta…

 Sono ormai passati molti anni da quando, nel lontano 1971, il mio amico Gianni mi disse: ”Hai mai sentito parlare del karate?” e, di fronte al mio totale stupore, continuò: “È un’arte marziale giapponese, vieni nel garage di un amico che stanno iniziando un corso”. Così andammo a vedere e, incuriositi, ci iscrivemmo entrambi. Eravamo in sette allievi sotto la guida del Maestro Giuseppe Pagani, una persona educata e preparata che io ricordo, ringrazio e abbraccio con tanta stima.

Partendo da un garage, adibito frettolosamente a palestra, attraverso anni di pratica serena e caparbia, mi ritrovo qui a raccontare gli esordi dopo oltre quarant’anni di storia.

Rovato 1975

La prima società con cui mi sono tesserato era il “Judo Karate Sarnico”. In compagnia di pochi amici, e con la supervisione del M°Pagani, ci trovavamo quattro o cinque sere alla settimana per l’allenamento e, trascinati da un’invidiabile carica agonistica, anche la domenica mattina per almeno tre ore. Tutta questa pratica cominciò ben presto a fruttare e così iniziai a gareggiare; come tutti, ho alternato importanti vittorie a prestazioni deludenti, ma sono riuscito a togliermi qualche soddisfazione fino a far parte della delegazione nazionale Fesika di Franco Franchi in competizioni di buon livello con Francia, Inghilterra, Austria e Germania.

In quest’importante parentesi agonistica, conclusasi nel 1979 per motivi di lavoro, mi resi conto che non bisogna farsi prendere da facili entusiasmi, in quanto l’agonismo ha sempre momenti di soddisfazione ed altri di delusione; sono queste situazioni che formano sia il carattere sia il bagaglio d’esperienza che, uniti ad impegno e sacrificio, permettono di diventare uomini e atleti.

Karate Sarnico in AustriaIl Team di Sarnico durante una trasferta in Austria

Gara Sarnico 1976 -p

Sempre nel 1979, in collaborazione col mio Maestro, iniziai ad insegnare e a frequentare corsi per riceverne l’abilitazione federale. Ritengo, tuttavia, che la svolta decisiva alla mia professione l’abbiano data, sotto diversi punti di vista, prima il Maestro Giuseppe Beghetto, uno dei Maestri più storici e preparati che abbiamo in Italia, ora un grande amico, e poi il professor Pierluigi Aschieri, da molti anni direttore tecnico della Nazionale Italiana, a mio avviso il massimo esponente del karate moderno.

Nel 1982 Alberto Festa, un amico che ho ancora il grande piacere di avere come atleta e collaboratore, mi propose di iniziare un corso a Coccaglio, il suo paese; inoltrai la richiesta in Comune per l’uso della palestra e, da quel momento, iniziò  la storia della nostra scuola.

 Il corso si aprì con soli otto atleti al seguito, di cui tre ci sono ancora oggi: Giacomo Vezzoli, persona corretta ed atleta stupendo, ed i miei figli Mauro e Simone, che sono il mio orgoglio come genitore e maestro.

La prima denominazione sociale fu “Karate Shotokan Coccaglio”; il gruppo si espanse velocemente e, dopo pochi anni, la piccola palestra della scuola media non ci bastò più (anche se manteniamo tuttora un corso per bambini ed un corso di Fight Fitness) e fui costretto a trasferire i numerosi atleti nell’accogliente Palazzetto dello Sport di Rovato.Questo cambiamento ci ha obbligato, per motivi federali, a mutare il nome in “K.S.C. Rovato” che nel 2005 è divenuto poi “Karate Genocchio” per non far torto ai numerosi Comuni che collaborano con noi.

Scuola dello Sport 1989Corso Multimediale per Maestri alla Scuola dello Sport di Roma col prof. Aschieri (1989)

Sono molte le persone che vorrei citare in queste poche righe di storia, perchè in molti hanno lasciato un segno indelebile nel mio cuore. Carlo Capelli, ad esempio, che è stato uno fra i primi iscritti al corso di Coccaglio ed è tuttora Vice Presidente della società, è un’ istruttore diligente e disponibile verso tutti i nostri associati, sempre pronto a consigliarmi, ad aiutarmi; devo ammettere che la mia serenità deriva anche da questi collaboratori, che formano una base affidabile ed ormai consolidata; e che dire di Anna Donghi, che era una bambina e adesso è quinto dan con una bravissimam figlia nel nostro settore agonistico; e ricordo con affetto tanti altri ragazzi che, affidandosi alla mia guida, mi hanno permesso di crescere con loro, come uomo e come maestro.

Nel corso di questi lunghi vent’anni, la nostra disciplina ha subito un’evoluzione rapidissima, cambiando radicalmente sia i metodi d’insegnamento sia la pratica; molte ore d’allenamento sono ora dedicate alla preparazione fisica e all’addestramento tattico, mentre prima si studiava esclusivamente la tecnica, fra l’altro in modo superficiale. L’evoluzione quindi non ha risparmiato le arti marziali, alla faccia di chi afferma, per comodità, di voler praticare il “karate tradizionale”; la verità è che i corsi d’aggiornamento costano tanto tempo….. e tanti euro!

Esibizione Tai Chi Chuan (1988)-p

Negli anni ’80, voglioso di accrescere la mia conoscenza in tema di arte e cultura orientale, iniziai a frequentare l’Accademia Budokway di Bergamo del Maestro Mario Pasotti, tecnico di karate e specialista di fama mondiale del kung fu cinese (wushu), nonché mio vecchio amico, che mi avviò alla pratica del Kobudo e del Tai chi chuan.

Il kobudo insegna il maneggio delle armi; imparai infatti tecniche fondamentali e kata di bo (bastone lungo), nunchaku (due bastoncini uniti da una catena, resi celebri da Bruce Lee nei suoi film), tonfa (bastone a L in dotazione alla Polizia americana) e sai (pugnali cinesi).

Cina 1988 - Mario Pasotti -p Più approfondito fu l’interessamento all’arte del Tai chi chuan, che appresi con entusiasmo fino al punto che, nel 1988, mi feci coinvolgere da Mario (… e di questo lo ringrazio!) e partimmo insieme per la Cina; là frequentammo un corso all’Università di Educazione Fisica di Pechino, un mese di duri allenamenti in tre specialità conclusi con l’esame di fronte alla commissione cinese ed il rilascio del diploma da insegnante.

Soggiornai anche al Monastero di Shaolin, luogo sacro dove nacquero le Arti Marziali; atmosfera stupenda ed emozionante, pensando alla storia del tempio, dei monaci combattenti e dei Maestri di vita. Il Monastero era ancora in funzione, presenti vi erano una decina di vecchi Maestri religiosi con dei piccoli “bonzi” da allenare (futuri monaci).

Torniamo all’attività in ambito nazionale: dopo aver frequentato vari corsi di specializzazione alla scuola dello sport di Roma, necessari per essere istruttore CONI, per avere la possibilità di insegnare e dirigere dei centri di avviamento allo sport e per ricevere cariche federali, gli impegni e le responsabilità si moltiplicarono.

 Il primo incarico importante l’ho ricevuto da una piccola federazione, l’Unione Arti marziali, quando fui nominato Commissario Tecnico della squadra Nazionale; avevo così la possibilità di girovagare per l’Europa per importanti competizioni e andavo in varie città italiane ad insegnare.

Nazionale UNAM-Olanda 1988-p

Questa emozionante esperienza terminò nel 1991, quando il presidente del Comitato Regionale FITAK (ora FIJLKAM), mi chiamò per entrare nella Commissione Tecnica della Lombardia, affidandomi la carica di responsabile dei centri di avviamento allo sport.

Dopo cinque anni ai centri CAS, sono stato nominato Direttore Tecnico del “Centro Tecnico Regionale” per l’alta specializzazione agonistica e selezionatore della squadra lombarda di kata e kumite; e con orgoglio posso affermare che la delegazione regionale, da me guidata dal ’97, ha trionfato per ben quattro volte consecutive al Campionato Italiano per Regioni; basti pensare che prima del ’97 la Lombardia non aveva mai vinto….

Coppa Italia 2000 (2)

Questi importanti successi, uniti ai vari Campionati Italiani ed Europei che ci hanno visto protagonisti a livello di club, mi hanno portato all’attenzione della Commissione Nazionale che nel 2003 mi ha conferito il grado di Cintura Nera 6°dan.

L’incarico federale più prestigioso è arrivato nel 2005 con la nomina del Presidente Federale come Responsabile della Nazionale Universitaria di Kumite (vedi comunicazione ufficiale e staff tecnico nazionale); con la squadra azzurra mi sono tolto grandissime soddisfazioni, su tutte ovviamente la conquista del titolo mondiale al Campionato del Mondo Universitario 2006 di New York.

La Nazionale azzurra agli Open d’Olanda 2006

Altre grandissime gratificazioni ufficiali sono il conferimento dell’ Oscar dello Sport Bresciano come miglior tecnico sportivo, l’Athlon d’Oro federale (un riconoscimento che pochissimi Maestri in Italian hanno il privilegio di aver ricevuto), e la Stella di Bronzo dal Presidente del Coni Gianni Petrucci.

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